martedì 15 aprile 2014

SPERIAMO CAPITI VICINO A ME - UNA FANTASIA PIUTTOSTO COMUNE






Piaciuto???? Lo conoscevate tutti immagino...
Beh quante volte avete preso l'aereo e avete pensato chissà chi mi capita vicino????

L'aereo è sicuramente un luogo dove facilmente si fanno nuove amicizie, si incontrano persone nuove è un ambiente dove restiamo chiusi e a stretto contatto con altre persone per molte ore e questo forse mette in moto la fantasia di ognuno di noi.

Spesso mi ritrovo sulla porta a fare l'imbarco e ogni giorno osservo con curiosità le centinaia di persone che salgono e ognuna a modo suo mi incuriosisce. Le persone che viaggiano sole sono quelle che attirano di più la mia attenzione, comincio a pensare "chissà dove va... chissà se qualcuno l'aspetta a destinazione.. chissà perché...". Contemporaneamente la cosa che attira maggiormente la mia attenzione e' osservare a chi capiterà vicino quella persona. Sbirciare un pò nel destino degli esseri umani che sono capitati lungo il mio percorso.

Era un pò che volevo scrivere un post su questo argomento e da qualche settimana osservo con molta attenzione i passeggeri durante l'imbarco e noto delle situazioni veramente singolari.
- ragazzetta giovane, carina, minuta con un atteggiamento cordiale ed amichevole, capitare accanto al classico signore in abbondante sovrappeso e sudaticcio....
- ragazzo 35/40enne belloccio, fisico scolpito che sale a bordo con magliettina appoggiata li per caso a far vedere anche l'ultimo pezzetto di tricipite, sorrisetto stampato in faccia, che capita accanto ad un dolcissima e tranquillissima suora.... (che prega tt il volo)..
- signora in carriera, elegante in tailleur, con tablet, PC, smartphone e una miriade di fogli in mano. Si siede frettolosamente perché deve finire di laovorare, si guarda intorno per vedere se qualcuno la sta guardando, ha bisogno di pace, ma vorrebbe poter raccontare di cosa si sta occupando, capita vicino ad un bambino scalmanato....
- poi c'è lui, il nostro passeggero preferito... l'imprenditore del nord (generalmente).. il famoso "lavoro, guadagno, pago, pretendo..."... che dire su di lui??? Chiunque gli capiti vicino ne soffrirà perché sarà una lamentela continua. Chi vorrebbe accanto????? Ancora non l'ho capito..
- ma a volte il destino ci mette lo zampino... e qualcuno si ritrova esattamente vicino a chi avrebbe desiderato..

In tutte queste mie riflessioni, in questo periodo ricevo una mail bellissima da un passeggero che segue questo blog,  che vorrei condividere in questo post che mi da la possibilità di sbirciare al gate. Mi offre l'opportunità di spiare cosa pensano i passeggeri poco prima di imbarcarsi.
Di seguito la mail:

Diciamoci la verità: nel gioco di sguardi e di osservazione che si crea fra passeggeri durante l’attesa al gate, si effettua una spontanea selezione delle persone che si vorrebbe avere accanto quando preso posto a bordo. Sono momenti in cui si avvia una sorta di cernita basata su affinità spontanee, suggerite da dettagli, abbigliamento, libri sottobraccio, cover di cellulari, gioielli indossati. Insomma, i momenti di attesa all’imbarco danno modo di esplorare una moltitudine di particolari per i quali riteniamo di poterci creare alcuni tratti delle linee interiori di una persona. Un libro particolare di cui si sfogliano lentamente le pagine, un ombrello con il marchio di una griffe artigianale, la felpa che reca il logo di un’azienda di cui siamo simpatizzanti…Tutto ciò stimola una voglia di confronto che si avrebbe piacere a proseguire in cabina, tanto più che lo scarso spazio a disposizione una volta seduti comporta una vicinanza adatta alle chiacchiere. Ma la realtà si compone anche di probabilità, e il caso che quella persona occuperà esattamente il posto accanto al proprio è davvero minima. Così capita di allacciare le cinture e cercare con lo sguardo dove sarà mai quella donna o quell’uomo di cui vorremmo piacevolmente sapere di più. Se ne seguono i passi in corridoio, si spera che la sua carta d’imbarco la fermi proprio in quel sedile a fianco ancora vuoto. Anche la direzione dello sguardo è capace di dare indizi. È infatti tipico di ogni passeggero alzare gli occhi leggermente verso l’alto quando i numeri indicati nella striscia sotto le cappelliere si approssimano a quello assegnato. Se si è ancora a distanza, lo sguardo rimane invece puntato davanti a sé. E invece no, quella persona prosegue oltre. E magari si piazza solo a poche file di sedili di distanza, peggio ancora se accanto a qualcuno che, invece, ci suscitava un’epidermica antipatia fra le persone in coda. Non si afferma nulla di nuovo dicendo che l’aereo è un rapporto in scala di vita quotidiana. Chi mai potrà dirci cosa sarebbe accaduto se ad un semaforo fossimo arrivati un minuto prima o un minuto dopo, se avessimo svoltato a destra o a sinistra, se la nostra attesa al cellulare si fosse protratta un istante di più? E alla stessa maniera non sapremo quali cambiamenti avrebbe potuto comportare sedere in aereo vicino a una persona che, per i motivi più disparati, esercitava una forza attrattiva. Meglio non saperlo e restare nel campo dell’immaginazione, di pagine di vita scritte con delicata fantasia e che durano sì e no il tempo di una transvolata, pronte a cancellarsi e riscriversi al successivo ingresso a bordo.
F.P.

Dopo tutto questo arrivate da me. E a volte io questa magia che si è creata la sento, la percepisco nei vostri sguardi e quando posso cerco anche di essere complice e "aiutarvi"..
Del resto non è compito di un assistente di volo rendere il vostro soggiorno a bordo più piacevole possibile????

Lo so... ora volete sapere se mi è mai successo di assistere ad una scena tipo "Emanuelle"....
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E a  voi????
Daiii, all'assistente di volo glielo potete confidare.... tanto poi scendete e non rivedete più....

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