lunedì 27 gennaio 2014

SERENA QUESTO E' PER TE... - MI SENTIVO UNA PRINCIPESSA CON LE ALI


Oggi sono adulta ho dei figli e una vita estremamente complessa. Gestire il tutto facendo l'assistente di volo non è semplice. Ogni volta che parto lascio due ragazzi che hanno estremo bisogno di me. Quando erano piccoli ero io ad avere un estremo bisogno di loro, ma il mio foglio turni era impietoso.  Ogni giorno
era scandito da orari e città diverse. Ero disperata, non volevo lasciarli. Oggi loro vorrebbero che nn me ne andassi, ma ormai tutti ci siamo abituati a questo ritmo e per, lo confesso e' tornata ad essere un po' una fuga.

Si una fuga, perché questo e' stato il mio desiderio. Il mio più grande desiderio era andare via, ma andare dove non l'ho mai saputo. E' stato proprio questo forte desiderio che mi ha spinto a non mollare mai, perché anche nei momenti di maggior debolezza, mi guardavo dietro e ricordavo ogni singolo momento e ogni singola emozione di quando ho deciso di iniziare questa vita. 

Ero la classica bambina a cui se chiedevi cosa volesse fare da grande rispondevo "la hostess". Non sapevo bene neanche cosa fosse, ma sapevo che viaggiava, sapevo che andava via. Questo mi bastava. Poi sono cresciuta e il desiderio di andare via, di non stare ferma nello stesso posto aumentava, continuavo a non sapere bene di che lavoro si trattasse, ma io volevo farlo.

Sono cresciuta con una famiglia che non mi ha dato molta libertà, o comunque quella che mi davano non mi bastava. Ero la classica ragazzina, e poi ragazza ribelle. 
Dovevo trovare un modo per andarmene, per essere libera.

L'unica cosa su cui mi sono impegnata durante tutto il percorso scolastico era l'inglese. Nessuno della mia famiglia parlava inglese o aveva mai viaggiato, ma io sentivo che era uno strumento che mi avrebbe reso libera. Quando ho finito le scuole superiori, mi hanno mandato a lavorare. Ho fatto la segretaria per un anno, ma contemporaneamente mi pagavo la British School, che frequentavo la sera. Ho sempre creduto contro tutti che ce l'avrei fatta, e all'epoca non c'erano molte compagnie che assumevano in Italia. Quindi avevo deciso, o sugli aerei o sulle navi. Ma dovevo andare. Nel caso avessi fallito in una compagnia aerea sarei andata sulle navi.

Contro la volontà di tutti ho inviato la domanda e nel giro di poco ho fatto la selezione. 

Primo colpo della mia vita!!!!!! Mi scartarono. La cosa più triste che potesse accadermi. Ma in quei 3 giorni di selezione capii una cosa. Dovevo riprovare, e adesso sapevo cosa volevano.

Mesi più tardi rifeci domanda alla stessa compagnia, ma andai più preparata, sia nell'abbigliamento che nei modi. Andò bene. Rientrai nel gruppo che fu preso. Che gioia. 
Dopo un paio di mesi iniziammo il corso. Lascia il lavoro da segretaria e iniziai a studiare. Tre mesi di corso (oggi non è più così lungo), esami e un'atmosfera terribile. Ma lo superai. Il percorso fu rapidissimo. Dopo un paio di mesi dalla fine del corso ci chiamarono, ci diedero la divisa e ci fecero stare in una stanza dell'addestramento tutti insieme. Una persona assegno' quel giorno stesso un turno per uno. Da li, da quella stanza con la divisa addosso si partiva. 
Nel giro di un paio d'ore stavo decollando su uno strapuntino.
Mi sentivo una principessa, il mio volo verso la libertà era cominciato.





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